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Falerna
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mwgqFalerna è un mwggcomune italiano di mwgw4 011 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwiaprovincia di Catanzaro in mwiqCalabria.

Contents

Storia
Note

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Geografia fisica

Territorio

Il nucleo originario dell'abitato è arroccato a 550 metri di altitudine sulle pendici occidentali del mwjgmonte Mancuso (m 1327), una delle maggiori cime del gruppo montuoso del mwjwReventino. L'abitato è posto in posizione baricentrica rispetto alla valle del Savuto a nord, e la piana di Sant'Eufemia a sud. Separata dal nucleo originario, sorge Falerna Marina, a 8 metri s.l.m., notevole stazione turistica del Tirreno Catanzarese.

Origini del nome

Il nome deriva da un vino prodotto dagli antichi romani in questo posto e dai suoi vigneti. Il vino si chiamava "Falerno" e da questo è nato il nome dell'attuale paese.

Storia

Per lungo tempo il riferimento storico su Falerna ritenuto più antico è stato una bolla del novembre mwla1606, ripresa da padre mwlqFrancesco Russo nel mwlgRegesto Vaticano per la Calabria. Tuttavia, una ricerca dello storico Armido Cario ha svelato un errore di attribuzione: l'atto, infatti, riguarderebbe mwlwFeroleto Antico e non Falerna. Ragion per cui, il primo riferimento storico risulta un incartamento per il concorso pretale del mwma1616cite-ref-3[3]. Il centro abitato di Falerna nacque, quindi, nei primi anni del Seicento, e si popolò di nuove genti a seguito del rovinoso terremoto del mwnq1638, che colpì il Lametino e la mwngValle del Savuto.

Nei feudi dei mwoad'Aquino i paesi si trovarono al centro del disastro e i danni furono ingenti. mwoqCastiglione Marittimo, l'antico feudo della famiglia, contò 101 morti e complessivamente, nello Stato feudale, i morti furono oltre 4.000.

Il terremoto colpì in una fase delicata per la famiglia d'Aquino, quando i feudatari cercavano di arrestare l'esodo della popolazione per disporre di maggiore forza lavoro da utilizzare nello sfruttamento delle campagne, al fine di acquisire ulteriori ricchezze e consolidare il prestigio all'interno della nobiltà calabrese.

L'opera di ricostruzione fu, pertanto, indispensabile, e sotto il dominio di Giovanna Battista d'Aquino, quarta principessa di Castiglione, gli sforzi per combattere la tendenza allo spopolamento portarono al centro dell'attenzione il nuovo centro abitato di Falerna.

Il villaggio si sviluppò alle falde del mwpqMonte Mancuso, in posizione ancora più elevata rispetto a Castiglione, su un territorio dove i feudatari raccolsero pastori e agricoltori provenienti dai paesi vicini, promuovendo così la trasformazione dei “pagliai” in case in muratura. Il centro crebbe rapidamente e raccolse tutti i contadini sparsi nei piani di Stia, Carito, Canne e Polpicello.

Nella “numerazione dei fuochi” delle province meridionali, Falerna compare per la prima volta nel mwpw1648 con 32 fuochi; lo stesso anno Castiglione registrava 213 fuochi. Nei Registri per il “Relevio” (tassa dovuta dal feudatario all'atto della prima investitura o nella successione feudale in cui avveniva il trapasso dal primo investito) Falerna figura per la prima volta nel mwqa1636, feudatario Cornelia d'Aquino, assieme a mwqqConflenti, Castiglione, mwqgSerrastretta, mwqwMartirano, mwraMotta Santa Lucia, mwrqNicastro, mwrgZangarona.

I nuclei familiari di Falerna passarono da 32 nel mwsa1648 a 57 nel mwsq1669, fino ad arrivare a mille abitanti sul finire del Seicento, ivi compresi quelli di Castiglione.

I d'Aquino, trasferitisi prima a Nicastro e poi a Napoli, lasciarono la conduzione dei feudi a diversi procuratori, e nel corso del Settecento Castiglione decadde, cedendo la guida del territorio a Falerna, che nel mwsw1783 arrivò a contare circa 800 abitanti, contro i 366 di Castiglione.

Nel mwtq1799 muore l'ultima feudataria, Vincenzina D'Aquino Pico. Nel mwtg1806 gli occupanti francesi aboliscono la feudalità, attraverso le cosiddette mwtwmwuaLeggi eversive della feudalità. Nel mwuq1807, con legge del 19 gennaio, Falerna veniva riconosciuto come mwugluogo, ossia Università, nel governo di mwuwMartirano. Col successivo riordino, disposto con mwvadecreto del 4 maggio mwvq1811, Falerna venne riunito a mwvgCastiglione Marittimo, dando vita al comune: Castiglione mantenne il capoluogo per il primo quinquennio, in virtù del suo passato. Nel mwvw1816, con il decreto reale del 1º maggio, n. 360, emanato da mwwaFerdinando I delle Due Sicilie e con il conseguente riordino amministrativo, Falerna fu elevato a capoluogo, in ragione del ridotto peso demografico di Castiglione.

Società

La comunità locale è stata duramente colpita dai mwwwfenomeni migratori che interessarono la Penisola all'inizio del XX secolo. Diverse delle 956 vittime del mwxadisastro di Monongah, la più grave sciagura mineraria mai accaduta negli mwxqStati Uniti d'America, avvenuta il 6 dicembre mwxg1907 a mwxwMonongah, nel mwyaVirginia Occidentale, erano emigranti provenienti da Falerna. Nel corso del 2006 il Comune di Falerna ha contribuito finanziariamentecite-ref-4[4] all'iniziativa della costruzione di un monumento intitolato allmwzq'mwzgeroina di Monongah, dedicato alle vedove dei minatori periti nella tragedia e situato nei pressi del Municipio della cittadina della Virginia Occidentale.

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-5[5]

Economia

Parte del territorio comunale è compreso nella zona di produzione del vino mwbwScavigna DOC.cite-ref-6[6]

Infrastrutture e trasporti

Falerna è servita dalla mwdgstazione omonima posta sulla mwdwferrovia Tirrenica Meridionale. Il trasporto su gomma si serve principalmente della mweaSS18 Tirrena Inferiore, in particolare da e verso nord, essendo la SS18 la principale arteria sul tratto di costa tirrenica tra Falerna e mweqCastrocucco e dell’omonimo svincolo autostradale sull’mwegautostrada A2 Salerno-Reggio Calabria.

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 6 giugno 1993 | 27 aprile 1997 | Antonio Cacciatore | Partito Democratico della Sinistra | sindaco | |
| 27 aprile 1997 | 12 novembre 1998 | Antonio Cacciatore | L'Ulivo | sindaco | |
| 12 novembre 1998 | 13 giugno 1999 | | | commissario straordinario | |
| 13 giugno 1999 | 13 giugno 2004 | Daniele Menniti | lista civica di centro-sinistra | sindaco | |
| 13 giugno 2004 | 7 giugno 2009 | Daniele Menniti | lista civica | sindaco | |
| 7 giugno 2009 | 25 maggio 2014 | Giovanni Costanzo | lista civica | sindaco | |
| 25 maggio 2014 | 26 maggio 2019 | Giovanni Costanzo | lista civica "Rinascita Democratica e Popolare" | sindaco | |
| 26 maggio 2019 | 11 dicembre 2020 | Daniele Menniti | lista civica "Per Fermare il Declino" | sindaco | |
| 11 dicembre 2020 | 4 ottobre 2021 | Nicoletta Francesca Pavone | | commissario straordinario | |
| 4 ottobre 2021 | in carica | Francesco Stella | lista civica "Uniti per Falerna" | sindaco | |

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwhwmwiamwiqBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwigdemo.istat.it, mwiwISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwjwmwkamwkqClassificazione sismica (mwkgmwkwXLS), su mwlarischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-33. mwmaFalerna: il nome del sito citato per la prima volta nell'incartamento relativo ad un concorso religioso, Gazzetta del Sud, 29/01/2013, pag. 36
cite-note-44. Comune di Falerna, delibera della Giunta Comunale n. 186 del 16.05.2006
cite-note-55. Dati tratti da: mwnwmwoamwoqmwogmwowPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwpamwpqPDF), su mwpgebiblio.istat.it, mwpwISTAT. mwqamwqqmwqgmwqwPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwraesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-66. mwsqmwsgmwswIl Disciplinare di Produzione della Scavigna DOC, su mwtaquattrocalici.it. mwtqURL consultato il 5 dicembre 2024.

Voci correlate

• Portali Promozionali del Territorio mwwwVisitFalerna & ViviFalerna

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Falerna

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.falerna.cz.it.